LA DONNA: SEMPRE MENO UNA PERSONA E DI PIU’ UN OGGETTO DOMINATO
90, 77, 48…sono semplici numeri? No, sono il numero di vittime per femminicidi dal 1 gennaio al 20 ottobre 2024: 77 sono le donne uccise in ambito familiare e 48 dal partner o dall’ex. Ormai è quasi all’ordine del giorno sentire cronache di ragazze uccise, ma non per questo sono stati incrementati i sistemi di sicurezza. Spesso, infatti, si sentono storie di donne che, nonostante avessero, dopo una prima aggressione, chiesto aiuto alla polizia e avessero denunciato il partner,
sono state picchiate nuovamente dall’uomo, come è successo al 15% circa delle donne uccise. Le cause principali di queste uccisioni? “Amore”, gelosia, il voler imporre un controllo sulla propria ragazza…tutte motivazioni che non giustificano il comportamento degli uomini, ma che, al contrario, mostrano come ormai siano sempre meno le persone capaci di controllare i propri istinti e di sapersi fermare davanti ad un “no” o ad una richiesta d’aiuto. Il grafico mostra il numero di uccisioni del 2023 e dei primi nove mesi del 2023, differenziando le donne uccise dai parenti o dai fidanzati.

Se si guardasse al ruolo e all’importanza attribuiti alla donna nel corso dei secoli, si potrebbe veder come in molti Paesi la situazione sia pressoché uguale.
Nell’Antica Roma, per esempio, la donna era considerata simbolo di fertilità e di maternità, capace di salvaguardare i valori romani attraverso l’educazione dei figli che sarebbero poi diventati capofamiglia. Tuttavia era un oggetto sottomesso al controllo di una figura maschile (il padre e, successivamente, il marito), che controllava la sua sessualità e capacità riproduttiva e che aveva il diritto di ucciderla se essa intraprendeva una relazione extraconiugale, senza subire processo né pene. Viceversa, la donna non poteva né dire né fare nulla contro il possibile adulterio del marito. Vi era poi il controllo giuridico sulle matrone, le quali erano totalmente escluse dalla vita politica e da ogni tipo di funzione civile o pubblica. Situazione simile si verificava in Grecia dove, pur essendo libera, la donna non aveva accesso alla polis ed era relegata alla sfera familiare, con il compito di educare i figli e svolgere funzioni domestiche, nella parte di casa a lei dedicata (il gineceo), dalla quale non usciva quasi mai. Anche quando si occupava dell’organizzazione dei banchetti non poteva prenderne parte, perché rivolti solo agli
uomini. L’unico campo in cui mogli e mariti avevano pari diritti era quello religioso, dove le donne sposate potevano diventare sacerdotesse.
A partire dal Medioevo iniziarono a rafforzarsi quei pregiudizi che vedevano la donna bisognosa di protezione da parte di una figura maschile; ciononostante, iniziarono i primi passi verso l’emancipazione femminile.
Per esempio, si ampliò il numero di donne contadine, che si occupavano del bestiame o della raccolta dei prodotti coltivati; vi erano poi donne che operavano nell’edilizia e nelle miniere, per non parlare delle molteplici tessitrici, che ricamavano con l’utilizzo di seta e canapa. Infine, un ruolo importante lo ebbero le prime poetesse, scrittrici e artiste del periodo, che cercarono di ribellarsi al patriarcato esponendo le loro idee, anche a costo di pagarne il prezzo con la morte.
Le donne riuscirono, col passare degli anni, a far valere sempre di più il loro pensiero, al punto che nel 1900 nacquero movimenti politici guidati dalle donne:
esempio emblematico furono le suffragette. Si ebbe, alla fine delle guerre mondiali, un’altra importante conquista: il diritto al voto, che permise anche alle donne di far valere i propri pensieri e le proprie volontà.
E oggi nel mondo?
Secondo l’UN Women e l’UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite per la lotta alla droga e al crimine), nel 2022 erano circa 89.000 le donne uccise intenzionalmente, dato che evidenzia come nel Nord America i femminicidi siano aumentati del 29% in 5 anni e come l’Africa abbia superato l’Asia in quanto a numero di vittime.
Un’attenzione particolare merita l’Africa, dove è stato registrato che, sempre nel 2022, ci siano stati 20mila casi sui 48mila mondiali e gli stati principali sono Uganda e Kenya. Proprio in quest’ultima nazione, dopo le Olimpiadi di Parigi 2024, è diventato famoso il caso della maratoneta Rebecca Cheptegei (uccisa a soli 33 anni dall’ex fidanzato), la quarta di tre atlete kenyote accoltellate o martoriate dai propri partner negli anni precedenti.
Questi sono dati che mettono in luce come, da una parte, nonostante ci siano stati dei notevoli passi avanti negli ultimi decenni per i diritti delle donne, fatica a scomparire l’idea che la donna sia sotto il dominio dell’uomo, oggetto in suo possesso che deve sottostare ai suoi limiti e alle sue regole.
Questo non fa che aumentare la percentuale di fidanzati e mariti che, di fronte a comportamenti secondo loro
non consoni della propria partner, reagiscono con la violenza, arrivando a picchiarla, torturarla e ammazzarla al fine di “impartirle” la lezione.

Margherita- redazione di Cassano
