BEN-ESSERE A SCUOLA
Durante la settimana dei recuperi si sono susseguite diverse conferenze per approfondire vari temi come la difesa del pianeta, la donna nella storia, il terrorismo degli anni di piombo, la LGBTQUIA+. Noi delle seconde abbiamo partecipato alla riunione sul benessere a scuola, ed è emerso che per sentirsi bene bisogna saper comunicare in modo efficace. La comunicazione è infatti la chiave di tutto e può essere espressa sotto forma di dialogo, con la scrittura, o attraverso un atteggiamento rispettoso verso l’altra persona.
Molto spesso però, noi studenti abbiamo paura di parlare o di andare contro ad un professore, specialmente se quest’ultimo è severo, o non è il nostro preferito; proprio per questo è utile farsi coraggio e comunicare in gruppo.
Durante la conferenza siamo stati divisi in due gruppi per partecipare a due laboratori differenti: il primo si basava sulla comunicazione delle emozioni solamente attraverso la parola “ciao” e senza gesticolare, successivamente abbiamo sperimentato vari modi per declinare un’offerta in modo gentile.
Nel secondo laboratorio ci siamo lasciati andare scrivendo su un omino di carta tutto ciò che proviamo ogni giorno mentre ci troviamo a scuola e ciò che ci piacerebbe ricevere da questo ambiente. Abbiamo poi riposto i nostri fogli su delle immagini che sintetizzavano le nostre emozioni e in seguito abbiamo creato un testo poetico che infine abbiamo rappresentato con una scultura umana.
Abbiamo poi rivolto due domande alle psicologhe:
Quali consigli dareste a noi studenti per vivere in modo tranquillo nell’ambiente scolastico?
È utile trovare anche a scuola un adulto di riferimento che potrebbe essere un professore, un collaboratore scolastico, la figura dello psicologo scolastico e cercare di confidarsi se si stanno vivendo delle situazioni problematiche, cercare di superare la paura di comunicare con gli adulti acquistando più sicurezza come singolo individuo, ma anche come gruppo e infine sarebbe una bella idea aumentare gli interventi degli esperti nelle scuole.
Perché ultimamente molti piú giovani cercano la figura dello psicologo?
Probabilmente perché a volte i genitori non riescono a comprendere le preoccupazioni dei figli, o perché loro si sentono a disagio a parlarne con loro e preferiscono farlo davanti ad una persona che non conoscono e che, di conseguenza, non sa niente di loro.
Ma approfondiamo bene questo tema…
La ricerca di una figura con la quale parlare liberamente senza paura del giudizio è aumentata notevolmente tra i giovani nell’ultimo periodo, in particolare con l’arrivo del COVID-19. A volte noi adolescenti ci sentiamo inadeguati, pieni di dubbi, di domande, e non sappiamo ancora chi siamo veramente.
Molte volte sono i ragazzi a chiedere un aiuto psicologico, che può partire dallo sportello di ascolto scolastico e, volendo, continuare anche in privato. Può capitare però che i genitori si mostrino riluttanti a quest’idea, poiché ai loro tempi spesso non erano presenti questi tipi di aiuti, e purtroppo a volte si trovavano costretti a risolvere il tutto da soli.
Secondo L’ISTAT, la percentuale di giovani con una bassa salute mentale è raddoppiata da dopo il COVID-19; circa 220 mila ragazzi adolescenti sono insoddisfatti della propria vita. Nel 2019 i dati si aggiravano intorno al 3,2%, mentre nel 2021 è arrivata al 6,2%
(Fonte: ISTAT Un dato confortante mostra che nel 2021 le condizioni psicologiche dei ragazzi sono migliorate; il punteggio delle ragazze è sceso a 66,6 su 100, mentre quello dei ragazzi è al 74,1 su 100.)
Giorgia De Santis, Christian Puntillo
