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American Dream

Cosa significa lasciare la propria routine quotidiana e andare a vivere in un altro stato per un anno
intero? La risposta ci viene data da Aurora Capurso, studentessa di 5bl che, nell’anno 2023/2024, ha
lasciato l’Italia spostandosi negli Stati Uniti per partecipare all’esperienza del soggiorno all’estero per 10
mesi.
Aurora ha gentilmente risposto alle curiosità che un viaggio simile può suscitare negli studenti che sono
interessati o potrebbero interessarsi all’avventura che è l’anno all’estero e speriamo che questa intervista
possa appassionarli a intraprendere lo stesso percorso.

In quale stato e città sei stata, com’era e come ti sei trovata con la tua famiglia ospitante?

Durante il mio anno all’estero sono capitata in una cittadina chiamata
Helotes, nella provincia di San Antonio, in Texas.
Helotes è una classica città americana come quelle che si vedono nei
film e nelle serie tv, dove sono stata accolta dalla mia famiglia ospitante composta da mamma e papà, avendo persino la fortuna di condividere questa bellissima esperienza insieme alla mia sorella ospitante proveniente dalla Germania. La sua presenza è stata fondamentale durante la mia permanenza negli USA perché abbiamo affrontato insieme le difficoltà iniziali condividendo momenti indimenticabili che rimarranno per sempre nei nostri cuori. Per quanto riguarda i miei genitori ospitanti anche loro sono stati una parte fondamentale di questa esperienza perché sin dal primo momento si sono presi cura di me come se fossi loro figlia, mi hanno sostenuta e mi hanno fatto sentire a casa. Inoltre, mi hanno dato la possibilità di fare nuove esperienze e viaggiare ed esplorare moltissimi luoghi.

Ci sono delle differenze nella vita scolastica degli adolescenti statunitensi e italiani?

Dopo la mia esperienza negli Stati Uniti posso dire che gli adolescenti, lì, vivono la scuola in modo molto più spensierato e positivo rispetto all’Italia.
La scuola è un luogo dove si ha la possibilità di mettersi in gioco in qualsiasi tipo di ambito, che sia lo sport o lo studio, e imparare attraverso attività pratiche, divertenti e più semplici con un ritmo di studio più tranquillo e meno frenetico rispetto all’Italia.
I professori sono interessati ai loro studenti, cercano sempre di aiutarli quando incontrano delle difficoltà per dar loro la possibilità di avere un’esperienza positiva a scuola.

Infine, un altro aspetto importante è rappresentato dagli sport e le varie attività extra-scolastiche come il teatro poiché possono essere d’aiuto ai ragazzi che vogliono intraprendere una carriera che non richieda il percorso universitario, riuscendo ad agevolare anche i ragazzi che hanno delle difficoltà a livello
didattico permettendogli di diplomarsi.

Hai avuto difficoltà ad integrarti con gli altri studenti all’inizio del tuo soggiorno?
Quando si decide di intraprendere un’esperienza come questa una delle paure più grandi è quella di non riuscire ad adattarsi e di non trovare nuovi amici.
Ciò che mi è stato d’aiuto per fare amicizia sin da subito è stato uscire dalla propria comfort zone, non aspettando che qualcuno venga a parlarti, ma essere il primo a fare il grande passo, che sia chiedere un’informazione ad un compagno di classe, scambiare due chiacchiere o semplicemente salutare. Nonostante questo, a volte creare amicizie può risultare difficile perché la maggior parte dei ragazzi hanno già un loro gruppo perciò riuscire ad entrarci risulta un po’ difficile, ma una volta che si prende confidenza e si iniziano a conoscere sempre più persone tutto diventa più semplice.

Qual è stato uno degli eventi organizzati dalla scuola e dalla tua famiglia ospitante che ti sono piaciuti?
Il Prom o ballo di fine anno, è stato l’evento organizzato dalla mia scuola che più mi ha regalato delle emozioni.
Mi sono resa conto di quanto sono stata fortunata ad avere avuto la possibilità di intraprendere questa esperienza a soli 17 anni e di vivere di persona il cosiddetto American Dream di cui si sente tanto parlare nei media. Se devo pensare invece al ricordo più bello che ho con la mia famiglia ospitante direi il viaggio in Messico che abbiamo organizzato per la Spring Break perché oltre ad esserci divertiti moltissimo, abbiamo visitato dei posti stupendi e incontrato delle persone fantastiche.

Che cosa ti manca di più dell’America?
La scuola, i miei amici e la mia famiglia americana sono ciò che più sento di mancare di questo viaggio; una volta che si ritorna in Italia non si ha mai la certezza di quando si possa viaggiare di nuovo per andare a trovarli, ma soprattutto ritornare a ciò che si ha vissuto perché sia la nostra vita sia quella delle persone che si trovano dall’altra parte del mondo va avanti e la paura che, coloro che hai conosciuto e sono finiti per diventare una parte fondamentale in quei dieci mesi, si dimentichino di te è ciò che rende più tristi. Infine, anche la spensieratezza con la quale ho vissuto questa esperienza mi manca perché, una volta che si ritorna, si ha la consapevolezza che non si potranno più rivivere le stesse emozioni che sono state provate

Aurora 5Bl

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