GB EMOZIONIGB SOCIALE

La leva militare in Italia

La leva militare in Italia, storicamente, è stato l’obbligo di prestare servizio militare da parte dei
cittadini maschi in età adulta. Questo servizio, noto anche come servizio di leva o coscrizione
obbligatoria, era un dovere civico a cui erano chiamati tutti i giovani italiani al compimento del
18o anno di età.

Breve storia della leva militare in Italia

1861: Con l’unificazione d’Italia, la leva militare fu introdotta come obbligatoria per tutti i
cittadini maschi.
1972: L’Italia introduce la possibilità di scegliere il servizio civile come alternativa al servizio
militare per coloro che erano contrari all’uso delle armi per motivi etici, morali o religiosi.
2000: Il Parlamento italiano approva una legge che sospende la coscrizione obbligatoria.
2005: La coscrizione obbligatoria è stata sospesa a tempo indeterminato, trasformando l’esercito
italiano in un corpo professionale formato da volontari.

Nonostante fosse solamente per legge “sospeso” è ancora un dibattito ben discusso in politica e
tra i genitori che si chiedono quali possibili ripercussioni potrebbero esserci sul futuro dei propri
figli.
Si inizia a parlare di una proposta di legge avanzata dalla Lega, con Matteo Salvini e il deputato
Eugenio Zoffili come principali sostenitori. La proposta prevede un servizio obbligatorio di sei
mesi per i giovani tra i 18 e i 26 anni, offrendo due opzioni: un percorso di formazione militare o
un servizio civile: quest’ultima coinvolgerebbe attività come la protezione civile o la tutela del
patrimonio culturale e naturale del Paese. Una delle novità del disegno di legge è la possibilità per
i giovani di prestare il servizio nella propria regione di residenza, limitando gli spostamenti che in
passato potevano interferire con studi e lavoro, per esempio chi è residente nella regione della
Lombardia potrebbe facilmente prestare servizio in questa stessa regione.
Salvini è sicuro che il servizio di leva militare possa risultare un successo soprattutto per far
crescere di più quella generazione di giovani oramai connessa al mondo dei social e sempre di
meno alla vita reale, considerati per la maggior parte delle persone sopraffatte dalla pigrizia e
dall’indifferenza per tutto ciò che li circonda.

Tuttavia, la proposta ha incontrato forti resistenze, sia all’interno del governo che da altre forze
politiche. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha espresso un netto rifiuto, affermando che
le attuali forze armate italiane necessitano di personale altamente qualificato, non compatibile
con un modello di leva universale. Anche Antonio Tajani, Ministro degli Esteri, ha sollevato
preoccupazioni legate ai costi elevati di una simile iniziativa e alla sua difficile attuazione pratica.​

Dal punto di vista dei giovani, le reazioni sono varie: da un lato, alcuni vedono nella proposta
un’opportunità per acquisire competenze pratiche e valori come il coraggio e la solidarietà.
Dall’altro lato, molti giovani e alcune forze politiche, come il Movimento 5 Stelle, rappresentato
da Giuseppe Conte, ritengono che le priorità siano altre, come la lotta alla precarietà e l’aumento
del salario minimo, per non parlare poi dei piani di studio scolastici che, anche se lasciati per 6
mesi, darebbero difficoltà a chi li riprendesse e a chi li recupererebbe. Secondo Conte, invece di
una leva militare, i giovani avrebbero bisogno di riforme che migliorino la loro condizione
lavorativa e sociale​.

Nonostante la discussione politica, l’approvazione della legge appare incerta, vista l’opposizione
interna e il dibattito sui costi e sull’efficacia della misura. C’è chi afferma che questa proposta sarà
respinta, principalmente per gli elevati costi che porterebbe e poi chi riassume la Lega di Salvini in
semplici parole come Lega = Leva.

Valentino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *