GIORDANO BRUNO

GIORDANO BRUNO

Liceo scientifico linguistico scienze applicate

UK VOLUNTEERING EXPERIENCE

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Durante la scorsa estate 11 allievi del nostro Liceo (5 del plesso di Melzo e 6 del plesso di Cassano d’Adda) hanno partecipato ad un’esperienza di stage lavorativo nel Regno Unito organizzato dalla Professoressa Elisabetta Sancino, docente di inglese sia per l’indirizzo linguistico che scientifico.
Tale iniziativa è nata dalla volontà di offrire ai ragazzi la possibilità di utilizzare in un contesto reale  le competenze acquisite a scuola, privilegiando organizzazioni serie e affidabili che da sempre danno spazio ai giovani e sostengono progetti internazionali  di grande interesse e in ambiti diversi.
La Professoressa, attiva da vent’anni anche come guida turistica autorizzata nella provincia di Milano, ha ideato questo progetto come coronamento dell’esperienza di alternanza scuola-lavoro che il nostro liceo ha proposto per l’anno 2014-15 per alcune classi sul territorio di Milano, consentendo ad alcuni ragazzi di svolgere il lavoro di guida turistica volontaria presso alcuni prestigiosi siti milanesi di grande interesse storico-artistico, visitati da turisti di tutto il mondo.
Le competenze acquisite nel corso di questa esperienza milanese si sono rivelate importanti per permettere ai candidati di essere selezionati per la successiva tappa del loro tirocinio all’estero presso alcuni della gioventù situati in varie parti del Regno Unito e presso la prestigiosa Kenwood House, una splendida dimora situata nel quartiere di Hampstead, a Londra.
Secondo la Professoressa Sancino, l’importanza di questa esperienza sta nel permettere l’acquisizione di una lingua viva attraverso l’interazione quotidiana con i parlanti nativi. Ciò porta a imparare nuovi modi di dire che spesso a scuola non vengono appresi perché troppo colloquiali e ad assorbire in modo naturale la giusta pronuncia e l’intonazione della frase, oltre ad arricchire il proprio lessico con termini tecnici relativi al proprio ambiente lavorativo.
Ovviamente il punto di partenza per l’apprendimento della lingua resta quello scolastico: il liceo fornisce ai ragazzi un metodo di studio della lingua che si basa sullo sviluppo armonico delle quattro abilità e dà inoltre anche una solida base grammaticale senza la quale una corretta comunicazione risulterebbe impossibile. A partire da questo, però, ai ragazzi va data la possibilità di uscire dal contesto scolastico e mettersi alla prova in modo autonomo, anche se ciò comporterà inevitabilmente qualche problema: errori di grammatica, difficoltà a farsi capire e a comprendere l’interlocutore, fatica nel ricordare tutti i vocaboli. Man mano che i giorni passano, però, l’interazione diventa sempre più facile, naturale e spontanea e ciò porta a risultati davvero sorprendenti.
Infine, questa esperienza arricchisce il candidato anche sotto il profilo personale, ampliando i suoi orizzonti, permettendogli di conoscere nuove culture, farsi nuovi amici, visitare nuovi posti e di mettersi alla prova non solo come studente ma come persona che si prepara così a diventare un autentico cittadino del mondo.

Ecco le opinioni dei protagonisti che hanno vissuto questa esperienza così speciale:

Silvia Galbiati: Per tutto il mese di Luglio sono stata una dei tanti volontari alla casa-museo Londinese di Hampstead “Kenwood House” e ho condiviso con tre miei compagni di scuola un piccolo appartamento ad Archway, nel nord della city e non distante dal posto di lavoro.
Al lavoro ero una “explainer”, ovvero all’inizio del turno mi veniva assegnata una stanza dove dovevo stare per 3 o 4 ore e dovevo rispondere alle domande dei visitatori riguardanti i quadri o la storia della stanza. A Kenwood ho conosciuto un sacco di persone, ma soprattutto ho iniziato ad imparare l’importanza della professionalità sul lavoro.
Le giornate erano sempre piene di cose da fare, oltre al lavoro, dovevamo fare la spesa al supermercato sotto casa, lavare i piatti, fare il bucato e rifare i letti, e non sono mancate le difficoltà iniziali, che però abbiamo superato con facilità, ma soprattutto insieme.
Siamo riusciti a ritagliare il tempo anche per girare per Londra, passare giornate con nuovi amici inglesi in parchi come Regent’s e Primrose Hill, e per fare una breve gita a Brighton a prendere un po’ di sole inglese in spiaggia.
È stata l’esperienza che più mi ha arricchita interiormente. Sono diventata di gran lunga più indipendente, matura e organizzata, per non parlare della fluidità che ho acquisito nella lingua. Nonostante un giorno prima della partenza fossi stata assalita dalle incertezze e dai dubbi, sono contenta di aver affrontato quest’esperienza con lo spirito giusto perché ha influito molto, quindi è sempre un bene buttarsi in esperienze che ti mettano alla prova e che ti facciano crescere come persona!

Silvia Di Stefano: Quest’estate ho avuto la possibilità di lavorare per un mese a Londra con quattro miei compagni di scuola. Abbiamo lavorato presso la casa museo Kenwood House, situata nella bellissima zona di Hampstead Heath, nella parte nord di Londra.
Il nostro ruolo a Kenwood House era quello di Explainer: ovvero dovevamo occuparci di una o più stanze della casa (che solitamente cambiavano ad ogni turno) e conoscere tutto ciò all’interno di essa, in modo da essere pronti a rispondere alle eventuali domande dei visitatori.
È stata un’esperienza positiva a livello lavorativo in quanto abbiamo iniziato ad inserirci nel mondo del lavoro, a comprendere il rapporto tra colleghi e a livello linguistico ci ha permesso di esercitarci con la lingua inglese e non solo, dato che i visitatori arrivano da tutto il mondo.
Abbiamo vissuto insieme in un appartamento ad Archway, distante solo 10 minuti da Kenwood, infatti potevamo raggiungere la casa prendendo un solo bus che fermava sotto casa nostra.Vivere da soli in un appartamento ci ha insegnato ad organizzarci e a gestire la casa, i soldi, la spesa e così via.
Non sono mancate le difficoltà, soprattutto nella prima settimana, quando ancora dovevamo abituarci a questa nuova vita, ma siamo riusciti a superarle insieme, sempre uniti e vogliosi di svolgere al meglio questa esperienza.
Vivere e lavorare per un mese all’estero è un ottimo modo per crescere e imparare a cavarsela da soli: è un’esperienza che consiglio a tutti.

Veronica Borzi: Quest’estate sono stata per tutto il mese di luglio a Londra insieme a tre cari amici con cui ho condiviso un appartamento.
La ricerca per un posto dove poter alloggiare per un intero mese, senza spendere una cifra esagerata, non è stata facile, però alla fine grazie all’aiuto della professoressa Sancino abbiamo trovato questo „flat“ a dieci minuti da Kenwood House, casa-museo dove abbiamo lavorato come volontari. Io e gli altri volontari ci siamo preparati al fine di poter dare le informazioni necessarie, sulle opere della casa, ai numerosi turisti che venivano a visitare Kenwood House.
È stata un’esperienza lavorativa che personalmente mi ha arricchita molto, sia sul piano personale che professionale. In generale questa è di sicuro un’esperienza che consiglierei a chiunque, sia sul piano lavorativo in quanto fare volontariato per la National Heritage è stato molto appagante proprio a livello personale, inoltre vivere da soli senza il riferimento dei genitori in una grande metropoli straniera quale Londra ti fa diventare molto più indipendente.

Andrea Scaravonati: Questo luglio ho partecipato con Silvia Galbiati, Veronica Borzi e Silvia Di Stefano (tutte e tre di 5CL) all’esperienza scuola lavoro organizzata dalla professoressa Elisabetta Sancino a Londra, presso la casa museo Kenwood House, prestigiosa galleria d’arte dell’English Heritage sita nel ”polmone verde„ di della capitale, Hampstead Heath.
Abbiamo lavorato con un team di volontari come Explainers, ovvero come una sorta di guide turistiche che, oltre ad occuparsi della positiva esperienza del visitatore, dovevano garantire la sicurezza nell’edificio, nel quale opere di grande valore sono conservate, come ad esempio il celeberrimo Ritratto Con Due Cerchi di Rembrandt. Il nostro ruolo consisteva nell’accogliere i visitatori, dare loro informazioni di carattere culturale (sulle opere) ma anche pratico, come ad esempio come muoversi in città. Parlavamo tutte le lingue studiate a scuola, specialmente lo spagnolo e il tedesco, lingue molto richieste in ambito turistico e, ovviamente, l’inglese.
Vivevamo in una casa non distante dal museo, in una zona centrale e molto in voga, Islington. Vivere nel centro di Londra ti permette di avere servizi di qualsiasi tipo (dai trasporti ai supermercati etc.), però, non comporta solo vantaggi. Vivere nel cuore di una capitale così vibrante e frenetica significa anche convivere col ritmo incalzante della città, una città che non dorme mai, neanche la notte. Le prime settimane sono sempre dure da questo punto di vista, per esempio la notte c’è la stessa confusione del giorno e addormentarsi non è sempre facile, ma dopo breve tempo ci si abitua a questo ritmo energico e ci si inizia a sentire parte di una città vivace, bizzarra e caratteristica. Vivere a Londra fa sentire piccoli, fa sentire soli nel bel mezzo di ben nove milioni di abitanti, fa sentire anonimi, ma, nel contempo, fa sentire se stessi e fa maturare in una maniera spaventosamente rapida, in un modo così percettibile che sembra tremendamente terrificante anche il solo guardarsi allo specchio e scoprire con piacevole stupore di essere cambiati.
Se nella vostra vita vi capitasse di perdere voi stessi, andate a Londra. Vi ritroverete lì, seduti su una panchina, a mangiare un brownie mentre fissate le dense acque del Tamigi.

 

 

E’ stata un’esperienza carica di emozioni, di gioia, di fatica fisica, di tristezza ma anche di riconoscimenti e soddisfazioni personali. Questa avventura mi ha permesso di visitare posti fantastici, come le bianche scogliere di Dover, la bellissima citta’ di Londra e Stratford Upon Avon, città natale di Shakespeare. Ho avuto la possibilità di conoscere persone molto diverse tra loro, per cultura e tradizioni, con cui ho potuto condividere il mio tempo libero. E’ senz’altro un’ottima esperienza, che consiglierei a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco!
Martina Rizzo, Canterbury YHA (England)

È stata un’esperienza unica anche se in parte dura, per quanto riguarda l’attività lavorativa. Ad ogni modo mi sono divertita, accrescendo  l’autostima nei confronti della lingua straniera ed imparando a relazionarmi con differenti persone e quindi culture. Quest’avventura mi ha aiutata a crescere molto non solo dal punto di vista scolastico/lavorativo ma soprattutto sotto quello personale. Sono sicura che conserverò con piacere il ricordo di questo viaggio.
Valentina Scotto Di Carlo, Stratford Upon Avon YHA (England)

Ho trascorso un mese a Swanage, nel sud dell’Inghilterra. È stata un’esperienza davvero divertente, utile e gratificante; innanzitutto ho migliorato il mio inglese e lavorando ho capito quali aspirazioni avere nella vita. Inoltre, è stata un’occasione unica per visitare fantastici posti e sopratutto per fare nuove conoscenze: ho incontrato delle persone davvero simpatiche e disponibili, che mi hanno aiutato nei momenti di difficoltà e con cui ho condiviso molti momenti di gioia. In questa esperienza non c’è niente di assicurato, ha un ruolo importante la fortuna, ma io posso dire di averla avuta!
Maria Sole Carcassola, Swanage YHA (England)

Se potessi riassumere la mia esperienza in una parola sarebbe: coraggio. Coraggio di mettersi in gioco, di rischiare, di crescere, di conoscere. La mia esperienza è stata molto bella perché ho conosciuto tante persone e ho avuto l’occasione di divertirmi e migliorare sia la lingua nello stesso tempo anche se alcuni momenti sono stati difficili, ma è proprio affrontandoli che si cresce. È stata una bellissima esperienza che consiglio a tutti i ragazzi minorenni che hanno voglia di mettersi in gioco. Have a good experience!
Francesca Visigalli, Sheringham (England)

L’esperienza vissuta questa estate in Galles è stata un’avventura. La posso definire una vera a propria opportunità di crescita personale sotto molteplici aspetti.
In prima analisi quello della lingua, perché al termine dell’esperienza ho potuto constatare (confermato anche dai miei colleghi inglesi) un netto miglioramento per quanto riguarda listening, speaking e in particolare la fluency.
In secondo luogo è stato costruttivo affacciarmi al mondo del lavoro, quindi abituarmi alla scansione degli orari e all’acquisizione di nuove skills, cosa che potrà arricchire il mio curriculum, ottima credenziale per un futuro lavoro.
Ultimo ma sicuramente non di minore importanza è l’aspetto umano e relazionale, perché l’incontro con viaggiatori di culture diverse mi ha aiutato ad aprire la mente a nuove abitudini e stili di vita. Una conoscenza così approfondita e autentica delle persone e della cultura locale credo sia possibile solo quando si viaggia da soli e si frequentano contesti lontani dal turismo di massa e più vicini a realtà quotidiane. Inoltre il fatto di affrontare l’esperienza singolarmente mi ha aiutato ad acquisire autonomia e indipendenza, accrescendo la cosiddetta “self-confidence” (sicurezza), e allo stesso tempo conoscere meglio se stessi, le proprie attitudini e perché no chiarirsi le idee in merito ai progetti futuri.
Gaia Consonni, Broad Haven YHA (Wales)

Decidere di fare domanda come volontario in un ostello inglese per un mese non sembrerebbe essere la migliore delle idee per passare le vacanze estive : il ritrovarsi in un contesto culturale nuovo in mezzo a persone sconosciute può spaventare molti, ma non c’è bisogno di temere il cambiamento! Vivere una nuova avventura, per quanto interessante e gratificante, può avere anche degli aspetti negativi, primo fra tutti la solitudine in certi giorni di tipico clima inglese,  ma alla fine tutto sommato risulta essere una bella e  utile esperienza sia per entrare in contatto con un ambiente lavorativo serio, sia per migliorare il proprio inglese. Il che non deve essere un obbligo, piuttosto un traguardo da raggiungere per affrontare al meglio il proprio futuro.
Shagy Cortinovis, Swanage YHA (England)

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